Domenica 08 Dic 2019
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Soluzione al problema economico

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A.A. Bailey “Esteriorizzazione della Gerarchia”, pagg.196-198 vers. ingl.

Il Problema Economico

Questo problema è fondamentalmente assai meno difficile da risolvere. Vi sono risorse sufficienti per il sostentamento della vita umana, e la scienza può accrescerle e svilupparle. La ricchezza mineraria del mondo, il petrolio, il prodotto dei campi, il contributo del regno animale, le ricchezze del mare e i frutti e i fiori, tutti si offrono all’umanità. L’uomo amministra tutto questo, e tutto appartiene ad ognuno e non è proprietà d’alcun gruppo, alcuna nazione o razza. Dipende soltanto dall’egoismo umano che, nonostante gli attuali mezzi di trasporto rapidi, migliaia di persone muoiano di fame mentre degli alimenti marciscono o vengono distrutti; è dovuto soltanto agli schemi di accaparramento e alle ingiustizie finanziarie create dagli uomini, che le risorse del pianeta non siano disponibili universalmente grazie ad un saggio sistema di distribuzione. Nessuna scusa può giustificare la mancanza delle cose essenziali alla vita in qualsiasi parte del mondo. Un tale stato di deficienza dimostra una politica miope e l’arresto della libera circolazione delle cose indispensabili per una ragione o per l’altra. Tutte queste condizioni deplorevoli sono basate su qualche forma d’egoismo nazionale o di gruppo e derivano dalla mancanza di un piano saggio e imparziale per far fronte alle necessità umane in tutto il mondo.

Che cosa si deve fare allora, oltre che educare le prossime generazioni alla necessità del condividere, per far circolare liberamente tutte le merci essenziali? La causa di questo sistema di vita sbagliato è semplicissima. È il risultato dei metodi educativi errati del passato, della concorrenza e della facilità con la quale gli inermi e i deboli possono essere sfruttati. Nessun gruppo è responsabile, come certi ideologi fanatici vorrebbero far credere agli ignoranti. Il nostro periodo è semplicemente quello in cui l’egoismo umano è giunto al culmine e deve o distruggere l’umanità oppure essere abolito con intelligenza.

Tre cose porranno termine a questa condizione di grande lusso e di estrema povertà, di rozza ipernutrizione dei pochi e di fame dei molti, oltre all’accentramento della produzione mondiale sotto il controllo di un pugno di persone in ogni paese. Esse sono: in primo luogo il riconoscimento che nel mondo vi sono cibo, combustibile, petrolio e minerali a sufficienza per soddisfare i bisogni dell’intera popolazione. Perciò si tratta essenzialmente di un problema di distribuzione. In secondo luogo, si deve accettare la premessa di un rifornimento sufficiente, grazie ad una giusta distribuzione, e devono essere messi a disposizione i rifornimenti essenziali per la salute, la sicurezza e la felicità del genere umano. In terzo luogo, l’intero problema economico e l’istituzione delle norme e dei mezzi di distribuzione necessari dovrebbero essere trattati da una lega economica delle nazioni. Di questa lega dovrebbero far parte tutte le nazioni; esse conosceranno i propri bisogni nazionali (basati sulla popolazione, sulle risorse interne ecc.) e sapranno anche in che modo possono contribuire alla famiglia delle nazioni; tutto sarà animato dalla volontà del bene generale, una volontà di bene che dapprima sarà probabilmente basata sulla convenienza e sulle necessità nazionali, ma che sarà applicata in modo costruttivo.

Certi fatti sono ovvi. Il vecchio ordine ha fallito. Le risorse mondiali sono cadute nelle mani degli egoisti e non c’è stata una distribuzione equa. Alcune nazioni hanno avuto troppo e hanno sfruttato le loro eccedenze; altre nazioni hanno avuto troppo poco e ciò ha paralizzato la loro vita nazionale e la situazione finanziaria. Al termine di questa guerra tutte le nazioni saranno in difficoltà finanziarie. Tutte le nazioni avranno bisogno di ricostruzione; tutte dovranno occuparsi attivamente della sistemazione della futura vita economica del pianeta su basi più solide.

Questo periodo di sistemazione offre l’occasione per effettuare dei cambiamenti drastici e estremamente necessari, per instaurare un nuovo ordinamento economico fondato sul contributo di ogni nazione all’insieme, sulla condivisione delle cose fondamentali necessarie alla vita e sulla saggia riunione di tutte le risorse a beneficio di tutti, oltre ad un saggio sistema di distribuzione.

Tale piano è realizzabile.

La soluzione offerta qui è così semplice, che proprio per questa ragione potrebbe risultare poco interessante. La qualità richiesta a coloro che prepareranno questo cambiamento di veduta economica è pure così semplice - la volontà di bene - che anch’essa potrebbe essere trascurata; ma senza semplicità e buona volontà si potrà fare poco dopo la guerra mondiale. Vi sarà grande bisogno di uomini dotati di visione, di grande simpatia, con conoscenze tecniche e interessi cosmopoliti. Dovranno anche godere di fiducia del popolo. Dovranno riunirsi e stabilire le norme secondo le quali il mondo può essere alimentato adeguatamente dovranno determinare la natura e la misura del contributo che ogni nazione dovrà dare; dovranno stabilire la natura, e la quantità dei rifornimenti che devono essere assegnati ad ogni nazione e creare così le condizioni che manterranno in circolazione le risorse mondiali in modo equo, e metteranno in atto le misure preventive che compenseranno l’egoismo e l’avidità umani.

Si potrà trovare un tale gruppo di uomini? Credo di sì. Dappertutto vi sono uomini che studiano profondamente la natura umana, ricercatori scientifici pieni di simpatia per gli esseri umani, e uomini e donne coscienziosi che per lungo tempo, sotto il vecchio sistema crudele, si sono occupati del problema del dolore e del bisogno umani.

La nuova era di semplicità deve arrivare. Il nuovo ordine mondiale inaugurerà questa vita più semplice basata su un’alimentazione adeguata, sul retto pensiero, sull’attività creativa e sulla felicità. Questi elementi essenziali sono possibili solo sulla base di un regime economico giusto. Questa semplificazione e saggia distribuzione delle risorse mondiali deve comprendere il superiore e l’inferiore, il ricco e il povero, servendo così tutti gli uomini in modo uguale.”


A.A. Bailey “Esteriorizzazione della Gerarchia”, pag. 580

“Il principio di condivisione” sarà un concetto motivante riconosciuto dalla nuova civiltà. Questo non implicherà atteggiamenti umanitari belli e gentili. Il mondo sarà ancora pieno di gente egoista ed avida, ma l’opinione pubblica sarà tale che certi ideali fondamentali determineranno gli affari, essendo imposti dall’opinione pubblica; il fatto che in molti casi le nuove idee generali saranno governate dalla convenienza dello scambio non avrà fondamentalmente importanza. È la condivisione che importa. Quando apparirà il “aggiustatore delle finanze” (com’è chiamato dalla Gerarchia un discepolo avanzato di quest’Ashram) troverà delle condizioni molto mutate in confronto a quelle ora prevalenti, e nella misura seguente:

1. Il principio di baratto e scambio sarà predominante (a beneficio di tutti gli interessati).

2. Grazie allo sviluppo dell’energia atomica a vantaggio del benessere umano, le monete nazionali saranno state largamente sostituite, non solo da un sistema di baratto, ma da uno scambio monetario universale, rappresentante le merci scambiate quando queste sono relativamente piccole e senza importanza, e da una bilancia pianificata di valori connessi. Ai beni materiali nazionali e alle merci necessarie sarà provveduto secondo un sistema interamente nuovo.

3. L’impresa privata esisterà ancora, ma sarà regolata; i grandi servizi pubblici, le risorse materiali principali e le fonti della ricchezza planetaria - ferro, acciaio, petrolio e frumento, per esempio - saranno di proprietà in primo luogo di un gruppo internazionale di governo e di controllo; saranno però preparati per il consumo internazionale da gruppi nazionali scelti dal popolo e sotto direzione internazionale.

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