Venerdì 23 Giu 2017
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Aspirante - Discepolo - Gruppo

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È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio (Albert Einstein)

 

Da “Trattato di Magia Bianca” A.A. Bailey  (i numeri in grassetto si riferiscono alla versione in inglese)

490 Il terzo pericolo da cui l’aspirante deve guardarsi è quello di essere ossessionato dalle proprie idee cui ha dato corpo, siano esse temporaneamente giuste o fondamentalmente sbagliate.

Non dimenticate che tutte le idee giuste sono di natura transitoria, che col tempo dovranno essere considerate parzialmente giuste e lasciare il posto a verità maggiori. Il fatto del giorno, più tardi sarà visto come parte di un avvenimento più grande. Un uomo può aver compreso un principio minore della Saggezza Eterna in modo così chiaro ed essere tanto convinto della sua correttezza da dimenticare il tutto maggiore; egli costruisce quindi una forma pensiero sulla verità parziale che ha visto, ciò che può rivelarsi una limitazione, tenerlo prigioniero e impedirgli di progredire. Egli è così certo di possedere la verità che non può vedere la verità percepita da altri. Egli è così convinto della realtà del proprio concetto di ciò che può essere la verità, che dimentica le proprie limitazioni, dimentica che la verità gli è pervenuta attraverso la sua anima e di conseguenza è tinta dal suo raggio, e che successivamente la sua mente separativa le ha dato forma. Egli non vive che per quella piccola verità e non e in grado di vederne altre; impone la propria forma pensiero ad altri, diviene un fanatico ossessionato e mentalmente squilibrato, anche se il mondo lo considera sano.

 

I pericoli nella vita di servizio del discepolo:

 

638 Il terzo pericolo, oggi prevalente, è quello dell’orgoglio mentale, la cui conseguenza è l’incapacità di lavorare in gruppo. La penalità che ne deriva è spesso un successo momentaneo e un’attività forzata in un gruppo che è stato devitalizzato dei suoi elementi migliori e comprende soltanto coloro che alimentano la personalità del capo gruppo. Data l’importanza che egli annette alle proprie idee e ai propri metodi di lavoro, un discepolo trova che al suo gruppo mancano i fattori e le persone che potrebbero completarlo, che potrebbero equilibrare il suo sforzo e conferire alla sua impresa le qualità di cui egli stesso manca. Questa è già una punizione sufficiente che fa rapidamente tornare in sé un discepolo leale. Un discepolo intelligente, onesto e fondamentalmente sincero che commetta tale errore, col tempo riconoscerà che egli stesso ha plasmato il gruppo che ha raccolto intorno a sé oppure ne è stato plasmato; spesso il gruppo non è che una sua personificazione e ripete la sua stessa natura. Nel caso di un discepolo la legge opera rapidamente e gli aggiustamenti avvengono in breve tempo.

 

639 (….) Concludo con un appello a tutti coloro che leggono queste istruzioni affinché riuniscano tutte le loro forze, rinnovino il loro voto di dedizione al servizio dell’umanità, subordinino le proprie idee e i propri desideri al bene del gruppo, distolgano lo sguardo da se stessi e lo fissino nuovamente sulla visione, si trattengano da discorsi oziosi, critiche, pettegolezzi e insinuazioni, leggano e studino in modo che il lavoro possa procedere con intelligenza.

***

 

A proposito del pensiero di gruppo

Tratto da “L’universo senza stringhe” – Lee Smolin – Ed. Einaudi, pagg. 284- 285

 

Lo psicologo di Yale Irving Janis, che coniò l’espressione negli anni Settanta, definisce il pensiero di gruppo  come  « una modalità di pensiero che le persone assumono quando sono profondamente coinvolte in un gruppo coeso, quando gli sforzi dei singoli membri per raggiungere l’unanimità prevalgono sulla loro motivazione a valutare realisticamente piani d’azione alternativi». Secondo tale definizione, il fenomeno del pensiero di gruppo si verifica solo quando il livello di coesione è molto alto. Richiede che i membri del gruppo condividano un senso di identità collettiva e di solidarietà molto forte e un desiderio di preservare a qualunque  costo le relazioni nell’ambito del gruppo.

Quando un gruppo di colleghi agisce nelle modalità del pensiero di gruppo, tutti applicano automaticamente il test di «conservazione dell’armonia del gruppo» a ogni decisione che affrontano.

Janis ha studiato gli insuccessi delle strategie decisionali di gruppi di esperti, come nella vicenda della Baia dei Porci.

….

Ecco una descrizione del pensiero di gruppo tratta dal sito Web dell’Oregon State University che tratta di comunicazione:

I soggetti del pensiero di gruppo si considerano parte di un gruppo che lavora contro un altro gruppo che contrasta i loro obiettivi. Si può dire che un gruppo è affetto dal pensiero di gruppo se:

1- sopravvaluta la propria invulnerabilitào il proprio atteggiamento morale;

2- razionalizza collettivamente le decisioni che prende;

3- demonizza o giudica per stereotipi tutti gli altri gruppi e i loro leader;

4- ha una cultura improntata all’uniformità in cui gli individui censurano spontaneamente sé stessi e gli altri in modo da mantenere l’apparenza di unanimità del gruppo;

5- alcuni suoi membri si prendono la responsabilità di proteggere il leader del gruppo nascondendogli certi tipi di informazioni, che loro stessi o altri membri del gruppo possiedono.

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