Giovedì 24 Ago 2017
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Libere letture

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Libere letture

Dal Trattato di Magia Bianca, A.A. Bailey

Presentazioni

A questo punto vorrei dire alcune parole relative a me stesso (n.d.r. il Maestro D.K. anche conosciuto come il Tibetano). È possibile che gli studenti indirizzino le loro energie a vane speculazioni sulla mia identità. Che importanza può avere? Il mio compito in rapporto al gruppo è di dare la necessaria assistenza a coloro che cercano di rendersi idonei a un lavoro attivo come discepoli. Io sono un discepolo che, essendo più avanzato sul Sentiero del Ritorno rispetto agli aspiranti che studiano queste istruzioni, conosco alcuni tranelli, capisco ciò che è necessario e posso aiutarli a prepararsi all’importante momento in cui passeranno il portale. Che cosa occorre di più? Non è la verità di egual valore, sia che venga enunciata da un aspirante, da un discepolo o da un Maestro, o persino dal Cristo? Forse quanto più sono vicino a voi, tanto maggiore può essere la mia utilità. La mia anonimità sarà mantenuta e le speculazioni sulla mia identità sono un’infruttuosa perdita di tempo. Vi basti

sapere che sono un Orientale, che sono sul Raggio dell’Insegnamento e strettamente associato con il Maestro K. H., che parte del mio lavoro è la costante ricerca di aspiranti dotati di cuore forte, fervida devozione e mente addestrata e che sono un discepolo come lo sono tutti, dal più umile discepolo in prova fino al maggiore dei Grandi Esseri.

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Il consiglio

Una lezione che tutti gli aspiranti devono apprendere e il più presto possibile, è che la concentrazione sulla personalità dell’Istruttore, nella speranza di un contatto personale con lui, e la visualizzazione insistente della condizione detta “stato di chela accettato” servono soltanto a ritardare quel contatto e a differire l’accettazione. Cercate di arricchire il vostro strumento, imparate ad operare nella quiete, ad adempiere ai vostri obblighi e doveri, a contenere le vostre parole, a mantenere il contegno equilibrato che deriva dal movente di vita scevro di egoismo, dimenticate la soddisfazione egoistica che può sgorgare dal cuore quando giunge un segno di riconoscimento della vostra fedeltà da parte della Gerarchia che osserva.

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Procedere lentamente

Il secondo fatto da tener presente è che, mentre si verificano questi cambiamenti e Riorientamenti (n.d.r. trasferimenti energetici dai chakra inferiori posti sotto il diaframma a quelli superiori), il discepolo comincia a risvegliarsi psicologicamente a nuovi stati di coscienza ed esistenza. È quindi evidente quanto sia necessario procedere lentamente, in modo che l’apprendimento mentale e la capacità di logico e sano raziocinio progrediscano di pari passo con l’intuizione e la percezione spirituale. Molte scuole adottano metodi forzati che sviluppano prematuramente le facoltà superiori portando l’aspirante (se posso esprimerlo in linguaggio mistico) dal regno della sensazione e del desiderio direttamente a quello dell’intuizione, trascurando però totalmente lo sviluppo delle facoltà intellettuali e del veicolo mentale, che rimangono latenti. Quando ciò avviene, di nuovo in senso mistico, in una parte dello strumento che l’anima deve necessariamente usare nei tre mondi della sua attività viene a crearsi una lacuna.

La mente che interpreta, organizza e comprende non è in grado di svolgere il suo ruolo.

Dove manchi la comprensione e la capacità mentale, vi e pericolo di incomprensione, credulità e falsa interpretazione dei fenomeni di altri stati di esistenza. Mancando il senso dei valori, l’aspirante darà eccessiva importanza a elementi non essenziali e non riuscirà a cogliere i valori delle realtà spirituali.

In questi casi l’energia può anche affluire nei centri di forza, ma mancando un’intelligenza che dirige, non ha freni e abbiamo allora i tristi casi di cui è disseminato il sentiero occulto e che hanno fatto cadere in discredito l’opera della Loggia. Sono i casi di sopravvalutazione della personalità, di devozione superstiziosa, credulità, idealismi fanatici e squilibrati, di menti distorte che si arrogano poteri che non possiedono. Donne e uomini, preda dell’astralismo, vagano nella valle dell’illusione considerandosi diversi dagli altri, ponendosi su un piedistallo molto al di sopra della media. Cadono coscientemente nel peccato di separatività.

A questa categoria aggiungete i casi di perversione sessuale, provocati dall’eccessiva stimolazione del centro sacrale, quelli di nevrosi, di ipersensibilità e iper-emotività, causati dalla vivificazione prematura del centro del plesso solare, e infine i casi di alienazione, conseguenza dell’eccessiva stimolazione delle cellule cerebrali dovuta a una meditazione incauta, e sarà sempre più evidente il perché sia necessario procedere lentamente e sviluppare tanto i processi mentali quanto la natura spirituale.

Lo studente comune inizia sapendo di avere dei centri e con il desiderio di conseguire la purezza del carattere. Coloro che sanno lo assicurano che sforzo, meditazione, studio e servizio comporteranno dei cambiamenti e che dal profondo del suo essere sorgerà un risveglio dinamico.

Gli si dice che a ciò seguiranno espansione, stimolo e vitalità che stabiliranno il predominio della sua vita spirituale soggettiva. Questa si esprime sotto forma d’energia spirituale tramite l’energia o corpo vitale, e l’energia così manifestata muterà la focalizzazione e gli intereressi della sua vita, producendo un effetto magnetico e dinamico che attrarrà ed eleverà il genere umano.

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A volte…

A volte il discepolo cammina nella luce del sole, altre nelle tenebre; talvolta egli conosce la gioia della piena comunione poi tutto gli sembra di nuovo tetro e sterile; occasionalmente il suo servizio è un’esperienza feconda e soddisfacente e gli sembra di essere veramente in grado di aiutare; altre volte gli sembra di non avere nulla da offrire e il suo servizio è arido e apparentemente senza risultato. Tutto gli è chiaro in certi giorni e gli sembra di essere sulla vetta della montagna a contemplare un vasto paesaggio assolato, dove tutto è chiaro alla sua visione. Sa e sente di essere un figlio di Dio. Poi sembra che le nuvole riappaiano, non si sente più sicuro di nulla e gli sembra di non sapere più nulla. Talora cammina nella luce del sole, quasi sopraffatto dallo splendore e dal calore dei suoi raggi, e si chiede per quanto tempo si prolungherà l’instabilità di queste esperienze, il violento alternarsi di questi opposti.

Tuttavia, una volta compreso che sta osservando l’effetto esercitato sulla sua natura formale dagli impulsi ciclici e dalla meditazione dell’anima, il significato diventa più chiaro ed egli si rende conto che è l’aspetto forma che risponde erroneamente e che reagisce in modo disuguale all’energia. Impara allora che quando sarà in grado di vivere nella coscienza dell’anima e raggiungere le “grandi altezze”a volontà, le fluttuazioni della vita della forma non lo toccheranno più. Percepisce allora il sentiero stretto come filo di rasoio, che conduce dal piano della vita fisica al regno dell’anima e trova che, percorrendolo con piede fermo, esso lo condurrà fuori dall’instabile mondo dei sensi, nella chiara luce del giorno e nel mondo della realtà. Il lato forma della vita diviene per lui un semplice campo di servizio e non di percezioni sensorie. Lo studente ponderi su quest’ultima frase e miri a vivere come anima. Allora saprà di essere il solo responsabile degli impulsi ciclici, emananti dall’anima, che egli stesso ha emesso; saprà d’essere l’iniziatore delle cause e quindi non più soggetto agli effetti.

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Silenzio, calma e dominio dei pensieri

Va coltivato il silenzio che proviene dalla calma interiore. Gli aspiranti sono esortati a ricordare che a suo tempo essi pure faranno parte del gruppo d’istruttori dal lato interiore del velo. Se essi non avranno appreso il silenzio che deriva dalla forza e dalla conoscenza, come potranno sopportare l’apparente mancanza di comunicazione che troveranno tra sé e coloro che sono dal lato esterno del velo? Imparate quindi a mantenervi calmi, altrimenti la vostra utilità sarà ostacolata dall’irrequietezza astrale quando sarete al di là della morte.

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Ricordate sempre che la mancanza di calma nella vita quotidiana impedisce agli istruttori sui livelli egoici di raggiungervi. Sforzatevi quindi di mantenervi calmi nel corso della vostra vita; lavorate, faticate, lottate, aspirate e mantenete la calma interiore. Raccoglietevi costantemente nel lavoro interiore, coltivando in tal modo la rispondenza ai piani superiori.

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Imparate a dominare il pensiero. È necessario custodire ciò cui pensate. La razza umana nel suo insieme comincia a divenire sensibile, telepatica e responsiva all’interazione del pensiero. Si sta avvicinando il momento in cui il pensiero diventerà di dominio pubblico e in cui gli altri sentiranno ciò che pensate. Il pensiero deve quindi essere accuratamente custodito.

Coloro che sono in contatto con le verità superiori e divengono sensibili alla mente universale devono proteggere una parte della loro conoscenza dall’intromissione d’altre menti. Gli aspiranti devono imparare a inibire certi pensieri e a impedire a certe conoscenze di trapelare nella coscienza pubblica quando sono in contatto con gli altri.

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La mancanza di fede, di calma, d’applicazione e la presenza d’irrequietezza emotiva costituiscono degli ostacoli.

Preoccupazioni e ansietà fanno vibrare il corpo astrale ad un ritmo che rende impossibile la giusta ricezione del proposito interiore; pregiudizi, critiche, orgoglio, rendono inutilizzabile il veicolo mentale. Gli aspiranti a questo difficile lavoro devono sorvegliarsi con cura infinita, mantenere la pace e la serenità interiori e la flessibilità mentale che potranno renderli utili a proteggere e guidare l’umanità.

Si possono quindi stabilire le seguenti regole:

1. È essenziale giungere con ogni sforzo all’assoluta purezza di movente.

2. La capacità di entrare nel silenzio degli alti luoghi verrà in seguito.

L’acquietarsi della mente dipende dalla legge del ritmo. Se vibrate in molte direzioni, registrando pensieri provenienti da ogni parte, questa legge non potrà governarvi. Si deve pervenire ad uno stato di perfetta calma e armonia, prima che l’equilibrio possa essere raggiunto.

La legge di vibrazione e lo studio della sostanza atomica sono strettamente intrecciati.

Quando si saprà di più circa gli atomi, la loro azione, reazione e interazione, gli esseri umani controlleranno i loro corpi scientificamente, sincronizzando la legge di vibrazione e quella del ritmo. Esse sono la stessa cosa eppure dissimili; sono fasi della legge di gravità. La Terra stessa è un’entità che, con la forza di volontà, trattiene a sé tutte le cose. È un argomento difficile di cui finora si sa ben poco.

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La scelta

In base a quale criterio un uomo può riconoscere la giusta linea d’attività da intraprendere fra le molte possibili? In altre parole, esiste un indizio rivelatore che lo metta in grado di scegliere infallibilmente la giusta azione da compiere, la giusta via da percorrere? La domanda non si riferisce alla scelta fra il sentiero della ricerca spirituale e il cammino della vita mondana, si riferisce alla scelta della giusta azione, quando si è di fronte a diverse alternative.

Non c’è alcun dubbio che l’uomo, progredendo, si trovi a dover far fronte a distinzioni sempre più sottili. La cruda discriminazione fra ciò che è giusto e ciò che non lo è, che occupa la coscienza ancora bambina, è seguita da distinzioni più sottili fra il giusto e il più giusto, l’alto e il più alto, inoltre i valori morali e spirituali devono essere affrontati con la più meticolosa percezione spirituale. Nella tensione e nel travaglio della vita e nella costante pressione esercitata su ogni membro del gruppo da coloro che ne fanno parte, la complessità del problema è veramente grande.

Nel risolvere tali problemi, si può cominciare con alcune ampie discriminazioni e passare in seguito ad altre più sottili. Tra azione egoistica e azione altruistica, per l’anima onesta non vi è dubbio su quale debba cadere la scelta. La scelta che implica discriminazione tra beneficio individuale e responsabilità di gruppo elimina rapidamente ogni altro fattore ed è facile per l’uomo che si assume la giusta responsabilità. Notate l’uso delle parole “giusta responsabilità”.

Il desiderio è soltanto di fare la cosa giusta; l’intento è di agire nel modo più elevato possibile e seguire la linea d’azione che condurrà al maggior bene del gruppo, indipendentemente da qualsiasi considerazione personale. Ma sul sentiero che si deve percorrere non c’è luce, né si riconosce la porta per cui si deve passare e l’uomo rimane in uno stato di costante indecisione. Cosa fare allora? Le possibilità sono due.

La prima è che l’aspirante può seguire la propria inclinazione e scegliere la linea d’azione, fra tutte le altre, che gli sembra la più saggia e la migliore. Ciò comporta la fiducia nella legge del karma e anche la dimostrazione di quella risolutezza, che è il miglior modo in cui la sua personalità può imparare ad attenersi alle decisioni della propria anima. Comporta anche la capacità di procedere secondo la decisione presa, accettandone i risultati senza rimpianto e senza rammarico.

La seconda è di aspettare, fidando in un senso di direttiva interiore, sapendo che a suo tempo, a mano a mano che le porte si chiuderanno, quella che rimarrà aperta indicherà la via da seguire. Vi è infatti una sola porta aperta che l’uomo può oltrepassare. Per riconoscerla occorre l’intuizione. Nel primo caso si può sbagliare e l’uomo può trarne insegnamento ed esperienza che lo arricchiranno; nel secondo caso, l’errore è impossibile e l’azione compiuta sarà quella giusta.

È quindi ovvio che tutto si risolve nel saper comprendere quale sia il posto che si occupa sulla scala dell’evoluzione. Solo l’essere umano altamente progredito può conoscere il momento e l’occasione e discernere adeguatamente la sottile distinzione tra un’inclinazione psichica e l’intuizione.

A proposito dei due metodi per giungere ad una decisione definitiva, l’uomo che dovrebbe far uso del senso comune e stabilire una linea d’azione basata sull’impiego della mente concreta, non cerchi di applicare il metodo più elevato, attendendo che una porta si apra. Egli pretenderebbe troppo al punto in cui si trova. Deve ancora imparare a risolvere i propri problemi prendendo la giusta decisione e usando la mente in modo corretto. Con tale metodo progredirà, poiché le radici della conoscenza intuitiva si trovano nella profondità dell’anima e deve quindi esserci il contatto con l’anima prima che l’intuizione possa operare. Si può dare solo un breve cenno: l’intuizione riguarda sempre l’attività di gruppo e non i piccoli affari personali. Se siete ancora accentrati nella personalità, riconoscetelo e con i mezzi a vostra disposizione governate le vostre azioni.

Se riconoscete di agire come anima e siete immersi nell’interesse per gli altri, liberi da desiderio egoistico, allora adempirete ai vostri obblighi, assumerete le vostre responsabilità, procederete nel vostro lavoro di gruppo e la via si aprirà dinanzi a voi mentre eseguirete il compito e adempirete il dovere del momento. Dal dovere perfettamente adempiuto emergeranno i doveri più ampi, che rientrano nel lavoro mondiale; l’assunzione delle responsabilità familiari renderà più forti le nostre spalle, permettendoci d’assumere quelle del gruppo più ampio. Qual è quindi il criterio da seguire? Riassumendo, ripeto che per l’aspirante di grado elevato, la scelta dell’azione dipende da un saggio uso della mente inferiore, dall’impiego di un sano senso comune, dall’oblio del proprio benessere egoistico e dell’ambizione personale. Questo conduce all’adempimento del dovere.

Per il discepolo, tutto quanto sopra verrà automaticamente e necessariamente mantenuto, ma in più vi sarà l’uso dell’intuizione, che rivelerà il momento in cui più ampie responsabilità di gruppo potranno essere giustamente assunte e sostenute simultaneamente a quelle del gruppo minore. Riflettete su tutto ciò. L’intuizione non rivela il modo per alimentare l’ambizione, né la maniera per gratificare il desiderio di progresso egoistico.

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I Servitori del Piano

Vi è bisogno di coloro che percepiscono il Piano e che sono in grado di elaborarlo.

Le qualità di queste persone sono:

- corpo mentale stabile, che è fortemente positivo alla ricezione dall’alto e negativo alle vibrazioni inferiori

- corpo astrale limpido, incolore e calmo

- corpo fisico dotato di nervi saldi e di ritmo stabile

Esse sono strumento utile al Maestro per eseguire il lavoro nel mondo. Devono mantenere il contatto con il Sé superiore e con il Maestro. Per questo motivo è necessario condurre una vita equilibrata, con momenti di solitudine per poter udire la voce del silenzio. Nella solitudine la rosa dell’Anima fiorisce; nella solitudine il Sé divino può parlare; nella solitudine le facoltà e le grazie del Sé superiore possono mettere radice e sbocciare nella personalità. Inoltre, nella solitudine il Maestro può avvicinarsi e imprimere nell’Anima in quiete la conoscenza che cerca di impartire, la lezione che deve essere appresa, il metodo e il piano di lavoro che il discepolo deve comprendere. Nella solitudine il suono è udito.

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