Venerdì 17 Nov 2017
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Quando la Scienza incontra la Spiritualità

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Quando la Scienza incontra la Spiritualità

Leggendo il libro “Guida Quantica all’Illuminazione” - ed. Mediterranee di Amit Goswami,

ho avuto la netta sensazione che la Scienza è ormai ad un passo dal comprendere e descrivere sempre meglio ciò che appartiene – per tradizione – al mondo spirituale. Ho così deciso di condividere alcune mie riflessioni.

Una delle formulazioni principali della fisica quantistica dimostra che prima di una osservazione una particella esiste simultaneamente in tutti gli stati possibili: ne è un esempio l’esperimento della doppia fenditura.

Per determinare in che stato si trova l’elettrone, bisogna compiere un’osservazione che produce il collasso della funzione d’onda proiettando l’oggetto in uno stato definito. L’atto dell’osservare distrugge la funzione d’onda e l’elettrone assume una connotazione reale precisa.

Amit Goswami[1] definisce le particelle prima dell’osservazione come “onde di possibilità”, dopo l’osservazione la possibilità diviene attualità, l’indeterminato è ora determinato però non secondo il concetto tradizionale della fisica classica.

Questo significa che è entro un range di valori (descrivibili con una curva a campana) che accade l’attualità ed è come dire che per una certa vibrazione sono contemplate possibilità diverse di scelta entro le quali possiamo realizzare quanto decidiamo, e man mano che raggiungiamo livelli vibrazionali più alti, sarà possibile realizzare eventi diversi in assonanza a quella data vibrazione.

Quindi quando si dice che l’indeterminabile (l’elettrone descrivibile con un’equazione di probabilità) diviene determinato non è da intendere in termini spazio-temporali (principi classici newtoniani), bensì in termini possibilistici (per una determinata vibrazione) e probabilistici (è la probabilità che l’evento accada).

Il contatto con i mondi sottili avviene solo e solo quando abbiamo raggiunto livelli vibrazionali tali da consentire il collasso della corrispondente funzione d’onda: questa è creatività “quando la Coscienza fa collassare l’attualità dalle possibilità, c’è spazio per il libero arbitrio, per la creatività e per il disegno divino.”[2]

Tutto questo introduce concetti non semplici da comprendere perché siamo abituati a ragionare in termini di continuità entro i limiti di una realtà materiale, mentre gli argomenti trattati si basano su concetti non-spazio-temporali, tuttavia non dobbiamo lasciarci ingannare da questa “apparente” dicotomia.

L’attuale concezione materialista considera ogni cosa composta di materia. Tutto può essere scomposto in particelle elementari le cui interazioni producono una causalità ascensionale: le particelle elementari compongono gli atomi, gli atomi le molecole, le molecole costituiscono le cellule e le cellule il cervello. In questa concezione il libero arbitrio non esiste, è solo un fenomeno secondario al potere causale della materia, e qualsiasi potere causale che apparentemente siamo in grado di esercitare sulla materia, è solo un’illusione.

Il punto di vista opposto è che tutto comincia dalla Coscienza: la causalità diviene discendente lasciando spazio al Libero Arbitrio solo così, quando agiamo nel mondo, stiamo davvero agendo con potere causale rivelando la nostra creatività.

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[1] A.G. Consegue il dottorato in Fisica nucleare teorica all’Università di Calcutta nel 1964.

È stato professore di fisica presso l’University of Oregon's Institute of Theoretical Science.

Di recente pubblicazione in Italia un suo video dal titolo “The Quantum Activist” (collana Ecoscienze) nel quale spiega come, attraverso i principi della fisica quantistica, sia possibile colmare la distanza tra scienza e spiritualità prodotta dalla visione materialista. Autore di vari libri, tutti in inglese, in italiano: Guida Quantica all’Illuminazione – Edizioni Mediterranee.

 

[2] Amit Goswami, 2007, Guida Quantica all’Illuminazione - ed. Mediterranee. Pag. 49

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