Venerdì 17 Nov 2017
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L’altra faccia della fede: la fiducia

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I "senzanome" hanno piantato il seme della Fiducia in occasione del Solstizio d’inverno 2013...

L’altra faccia della fede: la fiducia

ALCHIMIA

Ecco innanzi a me la terra del dolore,

son io nel mondo,

quei duri scogli sull’infinita costa frastagliata della vita …

Ma dall’oceano abissale della mia Anima

Sta emergendo un impavido guerriero:

Cuore invincibile, inestinguibile fuoco,

egli si innalza come onda maestosa si scaglia su quelle nere pietre

fino a levigarne l’aspra e ruvida crosta,

e su di esse torna ancora e ancor a infrangersi

per farne specchi lucenti in cui un giorno

possa scendere a riflettersi l’inconoscibile volto di Dio.

JleniaC.

Quest’anno vi proponiamo il tema della fede: termine a cui spesso si associa un sensonegativo specie se legato ai dogmi che la cultura cattolica tradizionale ha voluto attribuirgli. Invece, se afferriamo nel profondo il suo significato, collegato al termine “fiducia”, tutto cambia, tutto acquista quel Valore del quale possiamo riappropriarci per riutilizzare la stessa parola “fede” in un modo nuovo e innovativo.

Diventare specchi lucenti è la nostra meta per cui in ogni solstizio d’inverno possiamo piantare un seme contenente nel suo  DNA simbolicamente questo proposito e con questo gesto, anno dopo anno, compiamo un atto di fede: usiamo la fiducia come concime, crediamo nel progetto che abbiamo fatto e ci prendiamo il tempo di attuarlo.

Poco importa se poi cadiamo e ricadiamo sugli errori, inciampiamo nelle asperità, ci sbucciamo le ginocchia cadendo…

"ti fidi di me?"

fidarsi, affidarsi, significa donare parte di sè all'altro. Purtroppo l'egoismo che attanaglia i nostri cuori non ci consente di donarci agli altri, nè di accogliere l'altro in noi stessi.

La forma pensiero "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio", aleggia su di noi e influisce grandemente sulle nostre scelte limitando le opportunità che invece potremmo cogliere semplicemente aprendoci alla Vita, lasciando fluire la Vita stessa, la quale - in fondo - non aspetto altro che questo.

Siamo qui ogni anno, ancora verticali… e per questo Solstizio vogliamo mettere l’accento sulla FIDUCIA, che è naturalmente presente dentro di noi; ne vogliamo parlare per portare alla Coscienza tutta la sua potenzialità, la vogliamo riconoscere, esserne Consapevoli.

La FIDUCIA a volte può essere considerata sinonimo di Fede, un'assoluta convinzione nella verità di un assunto, la validità profonda di una teoria senza necessità di ulteriori verifiche.

Ma la differenza per noi è alquanto sottile e abissale.

Consideriamo la Fiducia come attribuzione di potenzialità ad un pensiero, un’ipotesi o una teoria, che al tempo stesso può essere rimessa in discussione e perfezionata con la costante revisione che si attua per mezzo dell’esperienza vissuta, con il continuo controllo incrociato che caratterizza uomini che aspirano ad essere liberi da condizionamenti e ideologie.

La Fiducia incondizionata si manifesta nella nostra vita come apprezzamento: apprezzamento di noi stessi e degli altri, apprezzamento del buon cibo e di una buona bevanda, apprezzamento dei dettagli dell’esistenza, dell’aprirsi agli altri nella più totale libertà, poiché la fiducia incondizionata si trova soprattutto nel cuore.

Questa fiducia è il seme che dovremo condividere con il resto del mondo

-- Nelson Mandela

del 1994 in occasione dell'insediamento come Presidente del Sud Africa.

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati
la nostra paura più profonda è di essere potenti oltre misura.

È la nostra luce, non il nostro buio che ci fa paura.

Noi ci chiediamo: "Chi sono io per essere così brillante, così grandioso?

Pieno di talenti, favoloso?"

In realtà chi sei tu per non esserlo?

Tu sei un figlio di Dio.

Se tu voli basso, non puoi servire bene il mondo.

Non si illumina nulla in questo mondo se tu ti ritiri, appassisci.

Gli altri intorno a te non si sentiranno sicuri.

Noi siamo nati per testimoniare la gloria di Dio dentro di noi.

Non soltanto in qualcuno, ma in ognuno di noi.

Nel momento in cui noi permettiamo alla nostra luce di splendere.

Noi inconsciamente diamo agli altri il permesso di fare lo stesso.

Nel momento in cui noi siamo liberi dalla nostra paura.

La nostra presenza stessa, automaticamente, libera gli altri.

 

Suggestioni affiorate liberamente dalla lettura delle parole del Maestro Osho Rajneesh

La fede è teorica. La fiducia è esistenziale.

Puoi cambiare fede senza problemi; è come cambiare i vestiti. Da indù puoi diventare cristiano, da cristiano, musulmano e da musulmano, comunista. Non c’è problema, perché la fede appartiene solo alla mente. Se un’altra fede è più logica e convincente, tu la cambi: non ha radici nel tuo cuore.

La fede assomiglia ai fiori di plastica, che da lontano sembrano veri. Non hanno radici, né hanno bisogno di alcuna cura: non hanno bisogno di acqua, di potature, di trattamenti chimici o di fertilizzanti. Sono oggetti che non muoiono mai, potrebbero restare con te tutta la vita: poiché non sono mai nati, non moriranno mai. Sono artificiali: se non li distruggi, li terrai con te per sempre.

La fiducia è una rosa autentica. Ha le sue radici, e le radici affondano nel tuo cuore e nel tuo essere.

La fede appartiene solo alla testa.

La fiducia è nel cuore, nel regno più profondo dell’essere. Cambiare la fiducia è quasi impossibile: non è mai successo, non si è mai sentito nulla di simile. Se hai fiducia, hai fiducia; non la puoi cambiare. E continua a crescere, perché ha radici. Non resta mai ferma, è dinamica, è una forza vivente: continua a sviluppare nuove foglie, nuovi fiori, nuovi rami.


Fiducia quindi come sintomo supremo di libertà.

Libertà da fedi religiose, da ideologie quasi sempre imposte da vincoli di appartenenza ad etnie, religioni, partiti politici…

Osiamo riprenderci la libertà di esseri umani che credono prima di tutto in sé stessi, nelle proprie potenzialità, nella propria luce, nell’amore del proprio cuore, della propria anima che non è altro che un riflesso dell’amore di Dio.

Avere il coraggio di entrare dentro di noi senza paure, abbandonando i nostri ruoli, le nostre maschere, i nostri “nomi” con  fiducia: ci stupiremo della nostra ritrovata leggerezza, di vedere improvvisamente la bellezza che ci circonda,  e come dei bambini innocenti prenderemo il pennello e cominceremo a dipingere la tela della nostra vita, cominceremo a cantare la nostra canzone, cominceremo a danzare il nostro ballo, senza timori, senza vergogna perché la fiducia inizierà a crescere nel cuore come le radici di un albero, e si allargherà miracolosamente fino a quando sentiremo fiducia nei nostri amici, nella famiglia, nei figli, nel gruppo, nei compagni, nella natura, negli animali, nelle stelle e nella luna, nell’universo intero, nella vita.

Fiducia in noi stessi e in tutto, così… semplicemente.

E tutto il resto non ci interesserà più.

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