Venerdì 17 Nov 2017
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Quando e come un gruppo...

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Quando e come una gruppo diventa utile al singolo elemento

(ovvero quando il singolo elemento non è più tale ma diventa gruppo)
Quando una persona è consapevole non è persa nei suoi pensieri ma riconosce la consapevolezza che sta dietro i suoi pensieri. Il pensiero a quel punto non comanda più ma è servitore della consapevolezza. La consapevolezza diventa quindi la connessione cosciente con l’Intelligenza Universale (Dio). A questo proposito Einstein disse: "…voglio conoscere la consapevolezza il resto sono solo dettagli”. Essere consapevoli significa conoscere la Mente di Dio (il Proposito divino), i dettagli sono i propositi derivanti dall’ego. Se da una parte è vero che la consapevolezza del singolo diventa la connessione con l’Intelligenza Universale, è altrettanto vero che la consapevolezza del singolo è contagiata dalla consapevolezza di chi gli sta vicino proprio come per i vasi comunicanti, e questo "contagio" è più facile se la persona è in uno stato modificato di coscienza. Infatti, in determinati stati di coscienza, diversi dalla veglia vigile, la nostra consapevolezza può sintonizzarsi con quella con la quale entriamo in sintonia o in sincronizzazione cerebrale. Si tratta di vera e propria sintonizzazione su di una determinata frequenza, che può portare in alcuni casi, ad una sensazione attiva bilaterale o plurilaterale (sintonia o empatia) durante la quale viviamo emozioni, sensazioni, percezioni, stati d’animo all’unisono, quasi come essere un’unica anima. Ciò naturalmente accade se si partecipa attivamente con Cuore e Mente negli incontri di gruppo.[1]
La mente umana nelle persone consapevoli è allineata con la totalità (Dio – Energia - Spirito Santo – Kundalini – Shakti), cioè con il proposito di Dio e della stessa totalità. In questo modo la mente diventa creatrice, può avere ispirazioni, intuizioni o entrare in meditazione, diventa cioè Potente, ovvero, "può". Inoltre la potenza della mente allineata (e qui è il nocciolo e il valore del gruppo) aumenta esponenzialmente quando si crea un campo unificato di consapevolezza, quando cioè alcuni singoli formano un Vero gruppo, un gruppo cioè formato da persone che nello stesso momento sono tutte consapevoli e allineate con la Mente universale. Ecco allora, secondo noi, il senso di ciò che disse Gesù: "se due o più persone (consapevoli) sono unite nel mio nome, Io sono in mezzo a loro”. L’Energia o Spirito Santo etc. in quel dato momento di consapevolezza circola liberamente diventando ad ogni passaggio più intensa. Il gruppo, infatti, nasce ed esiste solo nella coscienza del momento presente di tutti i partecipanti, nella piena accettazione di tutto ciò che è in quel momento, e nel fatto che ogni partecipante sia il più possibile se stesso e privo di maschera. Al verificarsi di queste condizioni, che devono essere cercate e volute fortemente, nulla è precluso al gruppo che diventa ora un Organismo nuovo, guidato da un'Anima di Gruppo, in grado di emettere forme-pensiero in sintonia con il Piano Divino. A questo punto l’avanzamento spirituale diverrebbe più veloce, perché il patrimonio di ognuno potrebbe essere di tutti, considerando anche il fatto che il risultato finale potrebbe essere superiore alla somma dei singoli apporti. E ora forse non sarebbe più una chimera il vivere nel sacrificio (non nel senso cristiano del termine che è un po’ masochista) ma proprio nel senso etimologico della parola del sacrum facere e cioè quello di affrontare la vita in un’altra dimensione, una dimensione sacra appunto, perché consapevole e collegata al Tutto cioè, come la definiva R. Assagioli, una dimensione empatica vista come proiezione amorevole del singolo in un altro essere.
Questo dovrebbe essere il significato, il valore, il lavoro e la meta del gruppo.

[1] Angelico Brugnoli, “Stati di coscienza modificati neurofisiologici” - La Grafica Editrice
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